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In materia di brevetti, secondo il Tribunale di Milano, la tasca di un jeans ideata da una nota casa di moda risolve un vero e proprio “problema tecnico” ed, in quanto tale, è idoneo ad essere tutelato mediante la registrazione di un brevetto.
jeansQuando si pensa alla parola “brevetto”, normalmente ci si immagina un prodotto ad alto contenuto tecnologico; difficilmente si pensa ad un capo di abbigliamento.

Una recente sentenza del Tribunale di Milano, invece, offre lo spunto per evidenziare che un brevetto può tutelare anche tale tipologia di articoli ed, in particolare, la tasca di un paio di jeans.

Anche le tasche dei jeans possono essere oggetto di brevetti

Una nota casa di moda lamentava la violazione del proprio brevetto che aveva ad oggetto la tasca posteriore di un modello di jeans: la particolarità consisteva nella capacità di valorizzare e modellare i glutei della donna che li indossava.

La tasca si compone di due elementi che, una volta cuciti insieme, assumono una forma tridimensionale, riducendo così lo “schiacciamento” esteticamente sgradevole nella zona dei glutei.

Il Tribunale di Milano riconosce a tale capo di abbigliamento la capacità di risolvere un vero e proprio “problema tecnico”, cioè quello derivante dal fatto che “la tasca posteriore del pantalone aderente – quale un jeans (anche elasticizzato) – non riesce ad adattarsi perfettamente alla superficie curva del gluteo, e tende ad appiattire il gluteo con un effetto antiestetico che può essere poco piacevole”. Il Tribunale ha, quindi, concluso che “la riduzione dello schiacciamento predetto, l’aumento del confort e la gradevolezza dell’effetto estetico costituiscono un problema tecnico molto chiaro: realizzare una tasca tridimensionale che si adatti bene al corpo, che sia comoda da portare e che sia esteticamente gradevole”.

lI brevetto può essere tale ogni volta che risolve un problema tecnico

Le società ritenute colpevoli di aver violato il brevetto nonchè di aver posto in essere anche una concorrenza sleale sono state condannate a restituire gli utili derivanti dalla vendita dei capi di abbigliamento contraffatti.

Se sei un’impresa e ritieni di aver subito atti di concorrenza sleale o violazione di brevetti, puoi verificare con un professionista del nostro studio la tua situazione.

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