Marchio
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Confondibilità del marchio: la valutazione di tale rischio costituisce un passaggio fondamentale nel giudizio di contraffazione.

Ma quando un marchio può essere confuso con un altro?

La risposta è semplice e complicata allo stesso tempo.

Confondibilità del marchio: i marchi sono confondibili se il pubblico di riferimento può credere che il prodotto o servizio provenga dalla stessa impresa o da imprese economicamente collegate.

La difficoltà dell’interprete sta nel valutare tutti i parametri sulla base dei quali va svolto tale giudizio di comparazione.

L’accertamento circa la confondibilità tra marchi in conflitto deve compiersi in via globale, avendo riguardo all’insieme dei loro elementi salienti grafici, visivi e fonetici, nonchè di quelli concettuali o semantici, ove esistenti.

Confondibilità del marchio: la valutazione del rischio di confusione deve fondarsi sull’impressione complessiva prodotta dai marchi in confronto, rilevando la percezione dei segni da parte del consumatore medio.

Il giudizio di confondibilità del marchio va svolto al momento della scelta, quando il consumatore normalmente non ha di fronte entrambi i segni ma solo uno di essi.

Il consumatore, pertanto,  non confronta due marchi entrambi posti innanzi a sè per svolgerne un compiuto esame visivo, ma paragona solo mentalmente ciò che vede con il ricordo dell’altro.

Occorre sempre tenere conto dello specifico tipo di clientela cui il prodotto è destinato e le normali modalità del suo approccio al tipo di prodotto cui si riferisce.

Il cd. livello di attenzione del consumatore medio varia in funzione della categoria di prodotti o servizi di cui trattasi.

Se, per taluni prodotti, il consumatore di riferimento si dimostra particolarmente attento ed avveduto – ad esempio quelli “di lusso” e costosi – è l’opposto per i prodotti definibili “a buon mercato”.

Così, è noto che il consumatore impiega maggior attenzione quando sceglie un bene di consumo durevole – come un elettrodomestico o una vettura – rispetto ad un acquisto cd. d’impulso.

Solo nel primo caso il consumatore sceglie dopo un attento e ponderato controllo di tutti i dettagli del prodotto, con un più elevato grado di attenzione.

Il rischio di confusione è tanto più elevato quanto più rilevante è il carattere distintivo del marchio anteriore a motivo della sua notorietà sul mercato.

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Avv. Lorenzo Coglitore

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