Ospedale
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In tema di responsabilità medica da nascita indesiderata, il genitore che agisce per il risarcimento del danno ha l’onere di provare che avrebbe esercitato la facoltà di interrompere la gravidanza ove tempestivamente informato delle anomalie del feto da parte dei medici della struttura sanitaria.

OspedaleLa prova può essere fornita anche mediante presunzioni, quali il ricorso al consulto medico proprio per conoscere lo stato di salute del nascituro, le precarie condizioni psico-fisiche della madre e anche le eventuali precedenti esternazioni di quest’ultima circa la preferenza all’ipotesi abortiva.

Di contro, grava sul medico la prova contraria, ovvero che la donna non avrebbe abortito per qualsivoglia ragione personale.

I fatti: una coppia di coniugi agiva in giudizio contro un noto ospedale capitolino, deducendo la responsabilità della struttura sanitaria per il mancato accertamento e l’omessa informazione delle gravi malformazioni della nascitura (poroencefalia) che, di fatto, aveva impedito alla madre di interrompere la gravidanza e causato sia alla nascitura sia ai genitori gravi danni economici e morali.

La struttura ospedaliera contestava la tesi dei genitori e chiamava in causa le proprie assicurazioni nonchè i sanitari che avevano redatto i referti ecografici; questi, a propria volta, chiamavano in giudizio le proprie assicurazioni.

Il Tribunale e la Corte d’Appello di Roma davano ragione ai genitori.

Decisione confermata anche dalla Corte di Cassazione, la quale dava altresì atto della pacifica sussistenza del presupposto del grave pericolo per la salute fisica e/o psichica della donna, richiesto per l’interruzione della gravidanza dopo il novantesimo giorno, e contestato dall’ospedale romano.

Alla struttura sanitaria non resta che pagare le spese di causa.

Casi come questi, purtroppo, sono sempre più frequenti e il tema della responsabilità medica sempre più attuale.

Se pensi di essere stato vittima di un errore medico puoi consultare un professionista del nostro studio per valutare la Tua situazione ed, eventualmente, chiedere il risarcimento dei danni alla struttura sanitaria e ai medici che Ti hanno curato.

 

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