brevetto europeo e nazione
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Proprietà intellettuale: quasi tutti i social media, siti di e-commerce e motori di ricerca adottano procedure che consentono ai titolari di un diritto di privativa di segnalare abusi commessi in rete.

Il fine ultimo, ovviamente, è quello di scongiurare di essere coinvolti in azioni legali per concorso nell’illecito insieme al proprio utente e cliente.

Vediamo quali strumenti gratuiti offrono il principale sito di e-commerce (Amazon) e il sociale network più diffuso (Facebook).

Amazon ha lanciato un sistema denominato “Brand Registry” che consente ai titolari di marchi di intercettarne l’utilizzo non autorizzato.

Quanto sopra avviene mediante una ricerca per testo o per immagini.

La registrazione a tale registro ha il beneficio di ridurre la possibilità di violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e fornire maggiore autorità al marchio stesso.

Attualmente possono essere iscritte a tale Registro marchi verbali e marchi figurativi con elementi verbali.

Altro sistema idoneo a tutelare i diritti di proprietà intellettuale è quello creato da Facebook.

Il social network più famoso del mondo viene sempre più spesso utilizzato dalle aziende per pubblicizzare i propri prodotti.

Lo strumento offerto è denominato “Commerce & Ads IP Tool”.

Tale sistema costituisce uno strumento con un’interfaccia che consente all’utente di svolgere alcune operazioni molto efficaci.

Per esempio, è possibile cercare nel testo e nel titolo delle inserzioni post su Marketplace e annunci di vendita nei gruppi, per verificare se un marchio registrato è stato menzionato.

Analizza i risultati e identifica eventuali contenuti che potrebbero violare diritti di proprietà intellettuale.

Segnala, infine, i contenuti direttamente a Facebook.

Il sistema consente, inoltre, di ordinare e filtrare i risultati di ricerca per trovare solo i contenuti che l’utente desidera analizzare e per segnalare tali contenuti singolarmente o in gruppo.
Per richiedere l’accesso a “Commerce & Ads IP Tool” è necessario compilare un’apposita domanda di iscrizione.
In conclusione, per le aziende che vogliono tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale gli strumenti grautiti sopra descritti possono risultare certamente utili.
Salva la possibilità, in ogni caso, di attivare servizi di web watching più strutturati e sistematici a pagamento.
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