Articoli

Tempo di lettura: 2 minuti

Stai cercando di ottenere il pagamento dei tuoi crediti.

Ti sei rivolto ad un avvocato, hai seguito tutta la procedura e, finalmente, hai pignorato i beni del tuo debitore.

Quando all’improvviso senti parlare di “conversione pignoramento”.

Ti starai chiedendo di cosa si tratta, temendo che sia un nuovo trucco del debitore per non pagare ciò che deve.

Tranquillo, è tutto sotto controllo!

La conversione del pignoramento non è altro che la possibilità, concessa la debitore, di sostituire i beni pignorati (mobili, immobili o crediti) con una somma di denaro.

 

Il debitore deve mettere a disposizione una somma sufficiente per soddisfare l’intero credito.

Quindi, ti saranno pagati: capitale, interessi e spese.

L’obiettivo che volevi raggiungere, ottenere il pagamento, è quasi realizzato.

Cerchiamo di capire come.

Conversione pignoramento: come funziona

Per non danneggiare il creditore, è previsto che il debitore pignorato debba rispettare tempi e modi previsti dalla legge.

Infatti, è necessario che il debitore depositi la richiesta di conversione pignoramento prima che il Giudice disponga la vendita dei beni pignorati.

In tal modo, si evita al creditore di sostenere ulteriori spese per proseguire l’esecuzione, che viene sospesa.

E’ anche necessario che il debitore depositi subito una somma pari ad un quinto dell’importo dovuto.

Tale somma non viene consegnata subito al creditore, ma viene temporaneamente accantonata.

Come detto, si tratta però di portare solo un po’ di pazienza: stai recuperando il tuo credito.

Il Giudice verifica la posizione e, se concede la conversione pignoramento, chiede al tuo avvocato di quantificare gli importi e fissa un termine per il pagamento.

Le tempistiche del pagamento

Ti starai chiedendo:

Ma quanto devo aspettare ancora per ottenere il pagamento?

Ci sono tempistiche diverse a seconda del tipo di pignoramento.

Ma ormai è fatta!

Se si tratta di un pignoramento “presso terzi” di somme di denaro, il Giudice concede al debitore tempi stretti per il pagamento.

Infatti, in questo caso sono già pignorate somme di denaro (ad esempio, presso la Banca o presso il datore di lavoro) e per concludere la procedura sarebbe sufficiente la pronuncia del Giudice che assegna tali somme al creditore.

Non è quindi prevista, per il debitore, la possibilità di allungare troppo i tempi.

Ciò, infatti, causerebbe nuovi e ulteriori disagi al creditore.

Se invece sono stati pignorati beni, mobili o immobili?

In tal caso la situazione è diversa.

Il debitore, infatti, può chiedere che gli venga concessa una rateizzazione.

Il Giudice deve verificare che la richiesta sia fondata su giustificati motivi e, in tal caso, la può concedere.

Le tempistiche di pagamento vengono valutate dal Giudice in base a vari elementi.

Ad esempio, l’ammontare del credito, il tipo e il valore dei beni pignorati, etc.

Ma non temere!

Anche se il debitore ottiene una rateizzazione, non è necessario attendere l’ultimo versamento per riscuotere.

Abbiamo un asso nella manica.

Durante la rateizzazione, infatti, è possibile chiedere al Giudice di assegnare le somme depositate.

Mi spiego meglio.

Il tuo avvocato, infatti, controlla che il debitore effettui ogni mese i pagamenti dovuti.

E quando le somme aumentano, sopratutto se la rateazione dura più di qualche mese, il tuo avvocato può ottenere dal Giudice un provvedimento di assegnazione parziale.

Potrai quindi iniziare a riscuotere il tuo credito prima che la procedura sia terminata.

Come vedi, hai raggiunto il tuo obiettivo!

Tempo di lettura: 2 minuti

Conversione pignoramento: è la possibilità, data per legge al debitore, di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all’importo dovuto per capitale, interessi e spese.

Conversione pignoramento e rateizzazione: sempre possibili?

 

conversione pignoramentoLa conversione del pignoramento è possibile se il debitore pignorato deposita una istanza di conversione del pignoramento prima che il Giudice disponga la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati.

Contestualmente, a garanzia della bontà della proposta, il debitore deve depositare in Tribunale una somma non inferiore ad un quinto dell’importo dovuto a titolo di capitale.

All’udienza, il Giudice che concede la conversione di pignoramento, determina la somma complessiva che il debitore deve versare e gli concede un termine per effettuare il versamento.

La normativa prevede anche che il Giudice, quando determina la somma complessiva da pagare, possa concedere la rateizzazione per il pagamento.

La rateizzazione può essere concessa solo se il debitore fonda la propria richiesta su giustificati motivi e il pagamento deve avvenire entro il termine massimo di 36 mesi.

Conversione pignoramento e rateizzazione non sono sempre possibili

Tuttavia, la rateizzazione della conversione di pignoramento è ammissibile solo quando le cose pignorate sono costituite da beni immobili o cose mobili.

In questo caso si parla di conversione pignoramento immobiliare o di conversione pignoramento mobiliare.

Non è consentita, invece, nel caso di pignoramento presso terzi.

In tal senso si è recentemente espresso il Tribunale di Milano con l’ordinanza pubblicata il 17.05.17.

Il caso esaminato è quello di un pignoramento presso terzi in cui il terzo aveva reso una dichiarazione parzialmente positiva.

Il debitore, che aveva depositato istanza di conversione del pignoramento, aveva anche chiesto la concessione di rateizzazione del pagamento del proprio debito.

All’udienza il creditore, alla luce della disponibilità delle somme dichiarate dal terzo, si opponeva sia alla conversione di pignoramento che alla rateizzazione.

Il Tribunale di Milano, esaminata la questione, ha concesso la conversione del pignoramento.

Ha tuttavia dichiarato inammissibile la richiesta di rateizzazione.

Conversione di pignoramento presso terzi: la rateizzazione va esclusa nel caso di pignoramento presso terzi

Il Giudice, infatti, ha rilevato nella norma una limitazione alla possibilità di richiedere la rateizzazione, concessa espressamente solo nei casi in cui il pignoramento ha per oggetto beni immobili e/o mobili.

La ragione di tale disciplina, secondo il giudice meneghino, va individuata nella necessità di equilibrare da un lato l’esigenza del creditore ad essere soddisfatto e dall’altro quella del debitore a conservare il bene pignorato.

Necessità che non è ravvisabile quando il pignoramento riguarda già una somma di denaro (liquida ed esigibile) che deve essere semplicemente assegnata al creditore, come accade nell’ipotesi di pignoramento presso terzi.

Va negata, quindi, in tal caso, la possibilità di rateizzazione del pagamento.