Un recente caso affrontato in studio ci consente di fare il punto in materia di sospensione cautelare nei procedimenti disciplinari avviati da un datore di lavoro nei confronti di un dipendente.

Anzitutto: cosa è la sospensione cautelare?
La sospensione cautelare è una misura volta a sospendere il servizio lavorativo contemporaneamente alla contestazione disciplinare di un’infrazione a carico di un lavoratore.
Come funziona la sospensione cautelare?
Il datore di lavoro può applicare questa misura quando i tempi del procedimento disciplinare sono incompatibili con la presenza del lavoratore in azienda, in considerazione della gravità delle infrazioni disciplinari contestate.
Si tratta di una misura che cessa nel momento in cui il procedimento disciplinare è ultimato.
La decisione di applicare tale misura va indicata nella lettera di contestazione disciplinare.
La sospensione cautelare spesso viene confusa con la sospensione disciplinare.
Si tratta invece di due figure totalmente differenti:
- la prima infatti è una misura provvisoria, per consentire al datore di lavoro di accertare i fatti e nel frattempo allontanare il lavoratore dall’azienda ed ha efficacia nel corso del procedimento disciplinare fino al termine dello stesso;
- la seconda è invece una sanzione disciplinare che il datore di lavoro applica al termine del procedimento disciplinare.
La “sospensione cautelare” non va confusa con la “sospensione disciplinare”.
Di regola, la sospensione cautelare non comporta il venir meno della retribuzione. Ciò a meno che non sia espressamene previsto dal CCNL la facoltà di sospendere anche la retribuzione (App. Brescia Sez. Lavoro, Sent. 7.04.2017). Importante quindi è previamente verificare se il CCNL applicato in azienda disciplina questa misura e in che termini.
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Se il datore di lavoro intende far valere la recidiva è opportuno contestarla espressamente al lavoratore.
Si tratta del caso affrontato dal Tribunale di Torino, relativo a n. 6 riders, ossia lavoratori che tramite proprio mezzo (generalmente bicicletta o motorino) si occupano della consegna di cibo a domicilio.
Il caso riguarda un’azienda che aveva contestato al proprio dipendente una pluralità di infrazioni disciplinari.
Anzitutto, la normativa di riferimento è contenuta nel D.Lgs. 81/2015, di riordino dei contratti di lavoro, che contiene, tra l’altro, la disciplina del contratto a termine.
Il codice disciplinare è un documento, che contiene l’indicazione delle infrazioni disciplinari rilevanti nel rapporto di lavoro, la procedura di contestazione da parte dell’azienda e l’indicazione delle sanzioni applicabili.
Anzitutto, lo Statuto dei Lavoratori stabilisce una regola: la comunicazione della contestazione disciplinare va effettuata per iscritto quando comporta sanzioni più gravi del rimprovero verbale.
Il caso affrontato riguarda un lavoratore con mansioni di guida di camion con obbligo di scarico delle merce.
Anzitutto, il comporto è il periodo di tempo in cui il datore di lavoro deve conservare il posto di lavoro al proprio dipendente in malattia.
In particolare, un’azienda assegnava al proprio dipendente un PC per 2 mesi.